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I Patterns dell’attaccamento

In questo secondo saggio viene analizzata la teoria di John Bowlby sui patterns dell'attaccamento, continuata nell'opera di Ainsworth, Blehar., Vaters & Wall, i quali hanno esaminato il modo in cui si manifesta il comportamento d'attaccamento nei bambini tra i dodici mesi e i quattro anni di età attraverso semplici manipolazioni dell'ambiente, in una situazione sperimentale definita - Test dello straniero -. Di questa teoria vengono analizzati anche gli sviluppi successivi.

Patterns of Attachment
This second paper analyses the theory of John Bowlby on the patterns of Àttachment, continued by the work of Ainsworth, Blehar, Waters and Wall , who studied the attachment behaviour of children in the first four years of life through an xperinrnental situation called "strange situation". The subscquent developrnenrs of this theory are analysed, too.

John Bowlby nel primo volume della sua trilogia Attaccamento e perdita (1), riferendosi al lavoro di Ainsworth e Witting deI 1968 (2) sostiene:
"… l'attaccamento di un bambino potrebbe essere descritto mediante un profilo che mostri il suo comportamento in una serre di condizioni selezionate >> (3)
L'opera di Ainsworth, Blehar, Waters e WalI del 1978 (4) senz 'altro la realizzazione di tale ipotesi. Tali autori alla luce della teoria di John Bowlby, che considerano come il loro paradigma, hanno esaminato il modo in sui si manifesta il comportamento di attaccamento nei bambini tra i dodici mesi e i quattro anni di età, tramite semplici manipolazioni dell'ambiente, in una situazione sperimentale definita " strange situation " , da me tradotta in " test dello straniero".
gli autori specificano che I'aggettivo " strange " sta per << non familiare >>, e fu adoperato perché la paura del non familiare è comunemente descritta come "fear of the strange".
Il "test dello straniero" è una procedura standard, che viene sommìnistrata in un apposito aboratorio, cioè in una sala giochi in cui si può osservare e filmare, tramite und specchio segreto, quanto accade durante il susseguirsi di otto episodi preordinati, che hanno lo scopo di attivare ad alta intensità il comportamento di attaccamento di un bambino. In origine questa metodica fu progettata per studi longitudinali sullo sviluppo dell'attaccamento madre-bambino durante i primi anni di vita.
Attualmente la si ritiene valida per l'analisi del comportamento di attaccamento nei bambini tra gli 1l e 18 mesi di età (5). Scarica Allegato: straniero1.pdf

La Ainsworth evidenziò che i bambini da lei osservati sia in Uganda che negli USA facevano un uso della madre come di una base sicura da cui partire per esplorare. Questa ipotesi secondo cui un bambino usa la madre come base sicura è attribuibile secondo la Ainsworth, a Blatz già dal 1934 (6). Blatz sosteneva che un bambino piccolo che ha una relazione sicura con i suoi familiari esplora di più e meglio di un bambino che ha una relazione non sicura; questi ultimi - secondo Blatz - restano più vicini alla loro << base >> e si avventurano meno nell'ambiente.

Lo stress che insorge in un bambino in seguito alla separazione dalla madre è stato per lungo tempo considerato indicativo dell'avvenuto attaccamento. Ainsworth et all. (1978) (7), notarono che in molti bambini, per altri parametri giudicabili "attaccati", tale protesta non si manifestava quando la separazione avveniva in un ambiente familiare. Ora è risaputo che, una volta attaccati alla figura materna, i bambini piccoli tendono a protestare con forza se vengono separati, contro il loro volere da tale figura, soprattutto se si trovano in un ambiente non familiare.

Gli autori hanno analizzato anche la reazione di un bambino alla presenza di un estraneo in un ambiente non familiare: in proposito criticano la posizione di Spitz del l965 (8), secondo cui la paura del!'estraneo o "ansia dell'ottavo mese " sarebbe una tappa maturativa del normale sviluppo, un indice del fatto che il bambino ha raggiunto " la relazione oggettuale ". Poiché nei bambini osservati a Baltimora in un ambiente domestico, tale paura non sempre si manifestava, tali autori criticano la teoria di .Spitz, secondo la quale questa paura sarebbe una fase del normale sviluppo maturativo e che pertanto dovrebbe trovarsi in tutti i bambini.
La struttura del " test dello straniero " proviene da queste premesse. In pratica esso è formato da otto episodi della durata di tre minuti ciascuno.

Nei primi episodi si può osservare il comportamento esploratorio del bambino alle prese con una situazione estranea ma ricca di stimoli. In seguito si provocherà un'attivazione del suo comportamento di attaccamento ad alta intensità, tramite due brevi separazioni e due ricongiungimenti con la madre. L'analisi del comportamento del bambino durante i primi trenta secondi di entrambi i ricongiungimenti fornisce le indicazioni più importanti per poter giungere a formulare una diagnosi secondo lo scherma di Ainsworth et all. (l978) .

Questa metodica fu formulata come una procedura di laboratorio controllata, in modo che le differenze individuali nel comportamento dei bambini potessero essere evidenziate dal fatto che essi venivano esposti alla stessa situazione, con gli stessi episodi nello stesso ordine.

L'applicazione di questo test ha evidenziato delle differenze individuali nel modo in cui i bambini rispondono a uno stimolo che attiva in loro il comportamento di attaccamento. Il test permette di osservare il comportamento di attaccamento attivato in una situazione abbastanza breve. In un ambiente familiare, secondo la Ainsworth (1978), l'occasione di osservare una forte attivazione del comportamento di attaccamento è infrequente, e richiede molte ore di osservazione.

Poiché la separazione che si ha durante la somministrazione del "test dello straniero" è molto breve, è sensato supporre che le differenze individuali che si evidenziano riflettano il modo in cui si è organizzata la relazione di attaccamento caratteristica per quella madre e quel bambino, modalità che si è consolidata a lungo prima che a tale coppia venga somministrato il test per la prima volta.
Tale metodica è evidentemente una situazione stressante, e all'obiezione che come tale non sia giustificato somninistrarla gli autori rispondono affermando che situazioni simili sono incontrate quotidianamente da qualsiasi bambino nella sua vita reale. Ogni mamma americana, da essi intervistata, riferì di aver lasciato almeno occasionalmente il proprio bambino in un ambiente non familiare ma confortevole per qualche minuto: ad esempio per fare una telefonata. o per andare in bagno, o in un asilo nido o da una baby sitter.

Il " test dello straniero " fu costruito basandosi sulle comuni esperienze di vita reale, e quasi tutte le madri contatate vi hanno partecipato volentieri. A tutte le madri fu spiegata in precedenza la metodica, sottolineando che qualsiasi episodio poteva essere interrotto qualora il bambino si fosse allarmato eccessivamente. In nessun caso seguito gli autori hanno osservato un persistere di stress nel bambino, attribuibile alla somministrazione del test.


1. classificazione delle differenze individuali

Secondo Io schema ormai classico di Mary Ainsworth et all. (1978) il comportamento di attaccamento di un bambino tra I e 2 anni di età può essere classificato secondo tre modelli di comportamento: si distingue un attaccamento "sicuro", o tipo B; un attaccamento "ansioso evitante" o tipo A e un attaccamento " ansioso resistente ", o tipo C. Ogni classe di comportamento ha delle sottoclassi. I'attaccamento di tipo sicuro o B è suddiviso nelle sottoclassi B1 , B2, B3 e B4 -Mentre le sottoclassi B1 e B2 scivolano lungo un continuum che va verso il modello di tipo "ansioso evitante" o tipo A, il sottogruppo B4 si avvicina invece al modello di attaccamento definito "ansioso resistente" o tipo C. Anche i modelli di attaccamento di tipo ansioso contengono ciascuno due sottoclassi, che tengono conto delle differenze quantitative di quei markers cornportamnentahi che individuano invece qualitativamente questi modelli comportamentali come sostanzialmente differenti loro.

Nel 1986 Mary Main e Judith Solomon (9) hanno individuato un quarto modello in cui il comportamento di attaccamento può organizzarsi e lo hanno definito "disorientato\disorganizzato" o di tipo D.
Attualmente si adopera anche una quinta categoria tipo " U " o che consente di segnalare quei casi, in realtà assai rari, che ad esempio hanno caratteristiche sia del gruppo A che del gruppo C, o che non sono classificabili con i modelli A, B, Ce D.
Il fatto che anche il tipo D sia un differente modello di organizzazione del comportamento di attaccamento è documentato dagli studi longitudinali di Wartner del 1986 (10), di Main e Cassidy del 1987 (11) e di Crittenden del 1988 (12). Questi studi dimostrano che quei bambini classificati di tipo D all'età di un anno manifestano poi all'età di 6 anni un tipico comportamento definito di tipo "punitivo" o "oblativo".


2. L'attaccamento sicuro o di tipo B.

Il sottogruppo B3 rappresenta il prototipo del bambino sicuro. Questo modello comportamentale si organizza nei bambini che crescono in un ambiente ottimale per lo sviluppo di quelle potenzialità comportamentali che garantiscono il manifestarsi della funzione biologica per la quale tali sistemi comportamentali ereditari si sono mantenuti filogeneticamente. In quest'ottica sistemica ed evoluzionistica la funzione biologica di questi sistemi comportamentali è considerata la sopravvivenza della specie, che nell'ìndividuo si manifesta con il mantenimento della vicinanza a una figura protettiva.

Un bambino B3 all'età di un anno, quando viene a trovarsi in una situazione per lui nuova o sconosciuta, come ad esempio accade durante la somministrazione di una " strange sitùation ", finché si trova in prossimità e in vista della sua figura di attaccamento esplora tranquillamente. Il suo comportamento di attaccamento, benché non del tutto assopito, in quanto il suo controllo è soggetto a una regolazione di tipo continuo, è mantenuto a un basso livello di attivazione, che si manifesta soltanto con fugaci occhiate, miranti a controllare la posizione della madre. Tale bassa intensità di attivazione permette che emerga il repertorio comportamentale dell'esplorazione e del gioco, altrimenti incompatibile con una contemporanea attivazione ad alta intensità del sistema comportamentale che media il comportamento di attaccamento. Un bambino B3 può essere così assorto nel gioco e nell'esplorazione dei giocattoli di cui è fornito un laboratorio per l'analisi del comportamento di attaccamento, che egli può persino non accorgersi dell'uscita della madre dalla stanza.

Che il sistema comportamentale che media l'attaccamento sia gerarchicamente sovraordinato rispetto ai sistemi comportamentali che mediano invece l'esplorazione , è dimostrato dal fatto che durante il " test dello straniero" in un tipico bambino B3 questa disattenzione per l'uscita della madre dalla stanza è breve, può durare al massimo qualche minuto. Non appena egli si rende conto, tramite una di quelle occhiate di controllo, che la madre non sta più seduta Iaddove era poco prima, o come più spesso accade nei tipici bambini B3, nel momento stesso in cui la madre esce, questi bambini protestano, piangono e corrono alla porta dalla quale la madre è appena uscita, cercano di seguirla e la chiamano ripetutamente. Si manifesta cioè tutto il repertorio comportamentale dei sistemi dell 'attaccamento attivati ad alta intensità, mentre il comportamento esplorativo è del tutto scomparso.

Nel bambino l'aspettativa circa I'accessibilità e responsività della madre si costruisce attraverso l'esperienza di averla vissuta come generalmente sensibile e responsiva ai propri segnali. Tali esperienze si sono ripetutamente confermate nella loro interazione in molti contesti diversi. Tale aspettativa della madre responsiva - sostengono Ainsworth et all. (I978)-sarà presente anche durante il " test dello straniero ", così che il bambino può anche non protestare per la prima uscita della madre. Durante il test la combinazione dell'estraneità dell'ambiente con il prolungarsi dell'assenza della madre, durante la seconda separazione, fanno sì che emerga il comportamento di attaccamento attivato ad alta intensità. E' da notare che i tipici bambini B sono subito placati dallo stretto contano fisico con la loro madre, anche se l'intensità dell'attivazione del comportamento di attaccamento diminuisce soltanto gradualmente mentre sono tenuti in braccio, I bambini B3 hanno bisogno di 1-2 minuti di stretto contatto fisico, prima che il loro comportamento di attaccamento sia acquiettato e possa riemergere il comportamento di esplorazione.

I bambini tipo B I e B2 sono caratterizzati dal fatto di essere un po' evitanti. Mentre i B1 non richiedono il contatto fisico in nessuno dei due ricongiungimenti, ma si accontentano di un'interazione a distanza di tipo vocale, i B2 sono invece decisamente evitanti durante il primo ricongiungimento, tuttavia manifestano un comportamento di attaccamento ad alta intensità nel secondo ricongiungimento.

I bambini B4 sono i più apprensivi rispetto alla presenza o meno della propria figura di attaccamento. Già nei primi episodi possono manifestare un certo grado di paura. Ad esempio, appena entra l'estranea di solito si rifugiano vicino alla madre e ne richiedono il contatto fisico. In generale si può dire che esplorano meno rispetto agli altri bambini del gruppo B e richiedono più attenzioni perché si calmino dopo le separazioni e possano poi riprendere ad esplorare.

Per poter meglio differenziare i B4 dai bambini di tipo " C " sarebbe utile a mio avviso, aggiungere al protocollo della Ainsworth un nono episodio, in cui di nuovo rientra l'estranea, che è uscita all'inizio dèll'ottavo e ultimo episodio. In tal modo si potrebbe enfatizzare il fatto che mentre i bambini del gruppo C riprendono subito a piangere e a manifestare il comportamento di attaccamento con ha loro tipica ambivalenza non appena l'estranea cercherà di interagire con loro, i B4 benché con un certo timore spesso rispondono positivamente alle attenzioni dell'estranea, o comunque possono riprendere ad esplorare, ma soprattutto non manifestano "resistenza".

Ainsworth et al. (1978) sostengono che il bambino di tipo B è sociale e cooperativo con ha madre e aderisce prontamente alle sue richieste. È' socievole anche con adulti non familiari. Inoltre i bambini B sono in generale più competenti degli altri bambini. Secondo Matas (13) essi esplorano meglio rispetto ai C e agli A, hanno più entusiasmo e sono meno facilmente frustrati nelle prove di problem solving. Per Ainsworth e BelI (14), Bell(15), Main (16), queste migliori capacità sono in qualche modo attribuibili sia al fatto che lo sviluppo è accelerato da una relazione sicura con la madre, sia al fatto che questi bambini sono più cooperativi con l'esaminatore e dimostrano maggior spirito di gioco durante le valutazioni. In sintesi si può dire che i bambini che hanno un attaccamento "sicuro" con la loro madre sono avvantaggiati in vari aspetti dello sviluppo sociale e cognitivo.


3. L'attaccamento " ansioso resistente" o di tipo C

I bambini con un attaccamento di tipo C sono così stressati durante l'episodio della separazione dalla madre di una " strange situation ", che spesso la metodica deve essere interrotta a tal punto. La differenza nel comportamento tra i B e i C non è tuttavia solo di tipo quantitativo, nel senso dell'intensità con cui si manifesta il comportamento di attaccamento. Fondamentale per poter porre ha diagnosi di attaccamento di tipo "ansioso-resistente" è la presenza di quel comportamento definito come "resistenza". Non appena questi bambini riottengono il contatto con la loro figura di attaccamento si manifesta ha loro ambivalenza affettiva. Appena il genitore rientra, dopo l'avvenuta separazione. questi bambini manifestano chiaramente il loro desiderio del contatto fisico. Mentre i C1 sono più attivi e vanno incontro al genitore, i C2 sono passivi, si limitano a piangere, tendendo le braccia come se chiedessero di essere presi, restando però seduti.

Tuttavia una volta presi in braccio i bambini di entrambi i sottogruppi C si divincolano, allontanandosi col corpo dal genitore e sporgendosi all'indietro. Essi piangono con un pianto ad alta tonalità, tipico del pianto per rabbia. Non appena il genitore, interpretando questo pianto come una protesta, cerca di metterli giù, i bambini C di nuovo si disperano per essere tenuti in braccio. Questa sequenza si ripete più volte e a lungo prima che essi si calmino. Gli etologi definiscono questo conportamento con il termine "alternanza" (17). Dopo I 'avvenuta attivazione del comportamento di attaccamento, che in questi bambini assume tale forma, e fino alla fine della "strange situation", nei tipici bambini C il comportamento esploratorio non ricompare. E' questa la ragione per cui ritengo che l'aggiunta al protocollo della Ainsworth di un nono episodio possa essere utile per poter meglio differenziare i tipici bambini C dai bambìni B4. Questi ultimi a volte sono ancora notevolmente stressati alla fine dell'ottavo episodio della "strange situatìon". Un nono episodio fornirebbe quegli ulteriori tre minuti di analisi, durante i quali poter evidenziare che mentre un tipico bambino B4 si calma, al rientro dell'estranea un tipico bambino C dovrebbe essere o diventare ancora più stressato. Inoltre mentre i bambini B3 e B4 rispondono favorevolmente alle attenzioni e alle cure che la " estranea " fornisce loro rientrando, i bambini C viceversa si allarmano e piangono ancora di più quando questa cerca di consolarli. Secondo la Aìnsworth (1978) le madri di questi bambini sono meno responsive al pianto e ai segnali dei loro figli, rispetto alle madri dei B, però esse non sono rifiutanti come le madri degli A, e in particolare non sembrano avere avversione per lo stretto contatto fisico col loro bambino, nè sono compulsive e povere nell'espressione delle emozioni come queste ultime. I bambini C sono ansiosi nel loro attaccamento alla madre, sia in casa che durante il "test dello straniero". In generale piangono più dei bambini B, manifestano più ansia per le separazioni e non sembrano avere aspettative fiduciose circa l'accessibilità e responsività della madre. Di conseguenza non sono capaci di usare la madre come base sicura da cui esplorare una situazione non familiare, o per lo meno non lo sono quanto i B. Ad esempio già nei primi episodi di una " strange situation "in cui viene stimolata l'esplorazione in presenza della madre, sono gli unici che provano disagio. Essi sono i più facilmente stressati, e cercano la vicinanza della madre non appena entra l'estraneo.
Bowlby (18) sostiene che in tale evenienza prudenza e paura per l'estraneo sono combinate con l'ansia per la disponibilità e responsività della madre, e costituiscono una condizione di "paura composta".

Il loro comportamento di attaccamento ha una bassa soglia di alta intensità d'attivazione. Ainsworth (1978) sostiene che questo può essere dovuto al fatto che le madri dei bambini C hanno un ritmo meno regolare nell'accudire i figli, rispetto alle madri dei B, ritmo che si manifesta nella sensibilità ai segnali del bambino in tutti i contesti, per cui le loro esperienze nell 'interazione non sono state consistentemente positive. I bambini C sembrano ambivalenti nello stretto contatto fisico, ma in modo diverso rispetto ah tipico conflitto dei bambini A. I C protestano con rabbia se la madre li prende su in un momento in cui sembra che vogliano esplorare, ma soprattutto protestano se non vengono presi su quando essi vogliono essere presi, o se vengono nessi giù quando ancora vogliono essere tenuti. Questa è l'ambivalenza con rabbia descritta come "comportamento di resistenza" (19). Questo parametro raggiunge valori elevati nei bambini C, specialmente negli episodi di ricongiungimento.

Ainsworth (1978) riporta che Main sostiene che i C sono handicappati dalla loro ansia nell'allontanarsi dalla madre per esplorare e apprendere, ed è per questo che essi avanzano più lentamente nello sviluppo cognitivo rispetto ai B e agli A. Matas (20) sostiene che i C sono facilmente frustrati dalla loro madre, e in generale sono meno competenti nelle situazioni di problem solvimg. Connel (21) riporta che i C erano così stressati dagli stimoli nuovi, che spesso gli espermenti dovevano essere interrotti.
Ainsworth (1978) sostiene che un bambino la cui madre quasi mai risponde adeguatamente ai suoi segnali deve avere una profonda povertà di confidenza sulla sua abilità di avere un qualsiasi effettivo controllo su ciò che gli accade.


4 L'attaccamcnto "ansioso evitante" o di tipo A


Completamente diverso è invece il comportamento manifestato dai bambini con attaccamento "ansioso evitante" o di tipo A. Questi bambini sembrano avere una disattivazione, una rimozione per usare un termine psicoanalitico di tutto, o gran parte, del repertorio comportamentale collegato all'attaccamento. Questo non significa che essi non abbiano strutturato un attaccamento principale, ma è la forma che in essi assume il comportamento di attaccamento che è del tutto peculiare Durante il ricongiungimento con la madre, questi bambini "spostano" la loro attenzione su oggetti neutri dell'ambiente e paradossalmente sembra che esplorino più di quanto facessero un attimo prima, ignorando la madre al suo rientro.

I bambini A presentano un aspetto paradossale tra il loro comportamento in casa e quello durante il "test dello straniero". Il comportamento in casa è simile nei bambini A e ne bambini C: entrambi i tipi piangono molto, e molto spese dimostrano ansia per la separazione. Invece durante il "tes dello straniero", negli episodi di separazione, i bambini A piangono poco o niente. Per spiegare questo aspetto gli autori richiamano l'attenzione sugli episodi di ricongiungimento con la madre: mentre nei bambini B si ha l'attivazione del comportamento attaccamento ad alta intensità, nei bambini A compare un comportamento di "evitamento" della madre. Ainsworth e Bell nel 1970 (22) assimilarono quest'ultimo comportamento al comportamento di "distacco" che si manifesta nei bambini che hanno subito le separazioni "maggiori", così come segnalato da Robertson e Bowlby nel 1952 (23) e da Heinicke e Westheimer nel l966 (24). Tali autori ipotizzarono che sia l'evitamento della madre durante "test dello straniero", sia il distacco emergente durante e dopo le separazioni maggiori avessero una funzione di difesa. Un ulteriore passo nella comprensione di tale paradosso fu il lavoro di Ainsworth, Bell e Stayton nel 1971(25), i quali evidenziarono che le madri dei bambini A erano più rifiutanti delle madri dei bambini B e C. Soprattutto i lavori di Main deI 1973 (26) e del 1977 (27), e quelli di Blehar, Ainsworth e Main del l978 (28), svolti in ambiente domestico, contribuirono a formulare l'attuale interpretazione che Ainsworth et al. (1978) propongono: cioè che le madri dei bambini A sono rifiutanti. Uno dei principali modi in cui esse rifiutano i loro bambini è il rifiutare il desiderio del bambino dello stretto contatto fisico. Main sostiene, come riportano Ainsworth al. (1978), che le madri dei bambini A tendono spesso ad essere arrabiate e irritate dai loro bambini più delle altre madri, e che anche se cercano di sopprimere l'espressione della loro rabbia non ci riescono del tutto, come si è evidenziato da studi al video-tape. Forse a causa della cronica repressione della rabbia, le madri dei bambini A tendono ad avere una mimica facciale molto povera durante l'interazione con i loro figli. Le madri dei bambini A sono state giudicate anche caratteristicamente rigide e compulsive, tratto che si manifesta con l'attivazione della rabbia quando il bambino chiede loro attenzione quando stanno facendo qualcos 'altro, o quando il bambino non fa subito quello che esse vogliono. Sia perché l'irritazione generata fa trattare male una persona, o perché la compulsività fa usare la forza fisica, la madre tende a dare ah bambino delle esperienze spiacevoli durante il contatto fisico. La non responsività o l'aperto rifiuto che il bambino esperisce dalla madre, la quale trova il contatto fisico con lui sgradevole, di per sé costituisce una frustrazione, un'esperienza spiacevole. Gli autori sostengono che i bambini A, così come tutti i bambini, vogliono il contatto fisico con la loro madre quando il loro sistema del comportamento di attaccamento è attivato ad alta intensità. Citando Bowlby, sostengono che i rifiuti materni di per sé sono una condizione che attiva o aumenta l'intensità d'attivazione del comportamento di attaccamento. Le infelici esperienze dei bambini A con le loro madri, nel contesto dello stretto contatto fisico, pongono le basi per il conflitto approccio/evitamento, co nflitto che sembra essere la loro caratteristica.

Secondo Main nei bambini A il comportamento di attaccamento, oltre che essere più spesso attivato per le frequenti esperienze di rifiuto, tende a non placarsi del tutto, per cui essi raramente vivono l'esperienza di essere accuditi e placati dalla loro madre, il che sarebbe il modo migliore e più efficace per placare un comportamento di attaccamento intensamente attivato. Ma.in concorda con l'ipotesi di Bowlby del l973, per cui Ie continue frustrazioni del comportamento di attaccamento sperimentate durante le separazioni maggiori sono alla base della rabbia, e pertanto per Main i bambini A, in cui il comportamento di attaccamento è continuamente frustrato, tendone ad essere bambini arrabbiati. Gli studi di Sroufe e Waters (29) sul monitoraggio della frequenza cardiaca rilevata durante la "strange situation" dimostrano che nei bambini A questo comportamento di esplorazione che compare nel momento del ricongiungimento non si accompagna a una concomitante bradicardia, che invece accompagna il comportamento di esplorazione dei bambini con un attaccamento di tipo sicuro. In questi ultimi Il comportamento esploratorio durante la " strange situation " compare solo quando essi sono tranquilli e cioè negli episodi in cui la madre è presente. In tutti i bambini, con l'attivazione del comportamento di attaccamento che si ha con la separazione dalla màdre, si produce probabilmente una scarica adrenergica responsabile di una evidente tachicardia.

Nei bambini sicuri questa tachicardia recede prontamente con il ritorno della madre. Nei bambini con attaccamento "ansìoso-evitante" tale diminuzione della frequenza cardiaca non si verifica e paradossalmente si osserva un apparente aumento del comportamento esploratorio. Lungi dal salutare la madre che rientra, i tipici bambini A le volgono le spalle e la ignorano, spostando l'attenzione verso un oggetto neutro. I lavori citati di Sroufe e di Main evidenziano come questo comportamento possa essere considerato una strategia difensiva per mantenere un'organizzazione nel comportamento. Spostare l'attenzione su un giocattolo, nel momento del ricongiungimento con il genitore, può essere considerato un esempio di quel che gli etologi definiscono "displacement". Tinbergen (30) e Chance (31) considerano il comportamento di evitamento come una strategia comune in molti animali per poter modulare I'arousal emotivo che l'attivazione del comportamento di attaccamento comporta.


5.L'attaccamento "disorientato/disorganizzato" o di tipo D

Più complesso è il modello comportamentale dell'attaccamento tipo D o "disorganizzato/disorientato" descritto da Main e Solomon. Inizialmente i bambini che non potevano essere classificati con il sistema classico A, B, C posero dei seri interrogativi sulla validità stessa di questo sistema di classificazione. Grazie agli studi longitudinali si è osservato che il comportamento di questi bambini, che per manifestazioni tra le più diverse non potevano rientrare in nessuno dei tre modelli descritti dalla Ainsworth, assumeva nel tempo una forma peculiare. All'età di un anno il termine D, che sta per disorganizzato e/o disorientato, rende conto di una mancata o carente organizzazione verso uno dei principali stili possibili di tipo A, B o C, quando appunto si evidenziano dei particolari comportamenti che sono considerati degli inidici di disorganizzazione e/o disorientamento. All'età di 6 anni si e osservato che che gli stessi bambini classtfìcati D all'età di un anno sviluppano un atteggiamento particolare. Tramite " l'analisi della fluenza del linguaggio " Strage e Main (32) li hanno definiti "disfluenti" in un caratteristico modo definito "oblativo e/o punitivo". Nancy Kaphan (33) tramite la sua rielaborazione del " Klagsburn anxiety test " ne ha evidenziato alcune caratteristiche di irrazionalità e disorganizzazione; Main e Kaplan (34) ritrovano i segni di disorganizzazione anche nei disegni della famiglia.
Main e Hesse (35) sostengono che un trauma non risolto nel genitore possa essere alla base di certi comportamenti involontari nel genitore stesso, definiti " spaventati e\o spaventanti " . Quando un bambino allarmato per un qualsiasi motivo cerca la vicinanza del proprio genitore, che a sua volta è spaventato e/o spaventante, questa situazione può determinare dei comportamenti " disorientati e/o disorganizzati " nel bambino.
Poiché i comportamenti tramite i quali si può manifestare un conflitto in un bambino di un anno di età sono innumerevoli, Main e Solomon hanno individuato alcune categorie comportamentali astratte e sovraordinate, che permettono di individuare i comportamenti di tipo D. Tra queste descrivono:

- Manifestazioni sequenziali di modelli comportamentali contraddittori: ad esempio un intenso comportamento di ricerca del contatto con la figura di attaccamento può essere seguito da un comportamento di evitamento Mentre il manifestarsi di un evitamcnto nei primi momenti del ricongiungimento, seguito dalla ricerca del contatto, è una sequenza comportamentale considerata normale e in quanto tale la si può evidenziare anche nei bambini sicuri, come ad esempio nei B2, viceversa il fatto che un bambino prontamente saluti il genitore che ritorna e che manifesti il desiderio di essere preso in braccio, sollevando le braccia e correndogli incontro, ma poi all'improvviso cambi atteggiamento diventando triste ed evitante, è da considerare una manifestazione in cui vi è una sequenza contraddittoria rispetto a un comportamento prevedibile secondo le attuali conoscenze sullo sviluppo dei comportamenti.
- Manifestazione simultanea di comportamenti contraddittori : per esempio durante un ricongiungimento certi bambini si avvicinano al genitore camminando all'indietro, oppure con ha testa girata da un'altra parte. Si ha come l'impressione che il comportamento di ricerca del contatto sia parzialmente inibito dalla simultanea attivazione di tendenze evitanti.
Movimenti interrotti, indiretti o maldiretti: un movimento di ricongiungimento può essere interrotto a metà da una esplosione di rabbia, ad esempio verso un giocattolo, o verso il pavimento.
Altri bambini interrompono un movimento terminando in una posizione definita " stilling " , in cui restano immobili per diversi secondi in una posizione che richiede uno sforzo contro la forza di gravità, o " freezing " in cui restano immobili per diversi secondi.
- Indici di apprensione rispetto al genitore: certi bambini si avvicinano al genitore in modo esitante e poi rapidamente se ne allontanano con le spalle sollevate, o portandosi le mani in bocca e piangono rimanendo a una certa distanza dai genitore.
-Stereotipie, movimenti asimmetrici e posizioni anomale: quando non sono dovute a disfunzioni neurologiche, il ciondolarsi, il tirarsi i capelli etc. sono considerati degli indici di stress, soprattutto quando insorgono nei momenti del ricongiungimento.
Quando si evidenziano dei comportamenti simili li si analizza secondo i criteri descritti da Main e Solomon . Alla eventuale diagnosi "D" sempre si associano una o più sottodiagnosi relative al sistema "A, B,C" che indica a quale dei modelli della Ainsworth questo bambino sia più vicino. Anche nei casi considerati "U" (non classificabili) si porranno in ordine di somiglianza le categorie diagnostiche alle quali il caso è più vicino.


6. L' epistcmologia dell' attaccamento

La posizione epistemologica degli studiosi dell'attaccamento che si riferiscono alla scuola della Ainsworth, così come sostengono Main e Solomon, corrisponde a quell'atteggiamento che Ernst Mayr (36) definisce "realista"; Mayr lo contrappone da una parte a quello dei " cladists ", per i quali le differenze nella forma del comportamento rispecchiano altrettante strutture biologiche ad esse sottese; dall'altra ai " pheneticistst ", per i quali ogni sistema di classificazione sarebbe invece arbitrario e convenzionale.

Ia posizione "realista" è dialettica e tiene conto sia dei comportamenti osservabili, quali ad esempio quelli dei bambini durante ha somministrazione della "strange situation", che della storia interattiva di questi bambini con i propri genitori. Per questi studiosi i comportamenti specifici, di per se stessi, non sono importanti, se non per il fatto che rivelano il modo in cui differenti storie di esperienze individuali agiscono nel foggiare processi di rappresentazione e di comportamento. Anche la storia d'interazione di per sé non è d'interesse, se non si può arrivare a comprendere le sue conseguenze per I 'organizzazione mentale e comportamentale. La posizione realista consente di iniziare col dare attenzione alle forme del comportamento e di qui risalire a particolari storie di esperienza. Questa attenzione per ciò che appare può consentire di scoprire, in seguito, le corrispondenti differenze nella storia. Viceversa le distinzioni nelle storie individuali possono indirizzare la ricerca per ulteriori differenze corrispondenti nella forma.

Main e Solomon considerano queste categorie provvisorie e non definitive. Per loro la revisione di un sistema classifficativo è possibile soltanto tenendo conto della dialettica tra la storia e la forma. Grazie all 'applicazione di questa logica si è giunti all'individuazione del sistema "D". Un passaggio importante del processo che ha portato alla formalizzazione di questa nuova categoria tra i modelli comportamentali dell'attaccamento è descritto da Main e Solomon. Gli autori riferiscono che un campione di bambini "maltrattati" esaminati tramite la "strange situation" venne in principio considerato "sicuro" secondo il sistema della Ainsworth. La conoscenza della particolare storia interattiva di questi bambini ha spinto i ricercatori ad analizzare più dettagliatamente i comportamenti di questi bambini durante la " strange situation ". In tal modo si sono dapprima individuati dei comportamenti "non classificabili" secondo lo schema della Ainsworth ,e in seguito si è giunti a formalizzare il modello comportamentale di tipo "disorganizzato/disorientato".

Per Karl Popper (37) bisogna scegliere la teoria che regge meglio il confronto con le altre, "(. . -) quella che, per selezione naturale, si di dimostra la più adatta a sopravivere. Non soltanto tale teoria sarà l' unica che fino a quel momento avrà superato i controlli più severi: sarà anche l'unica che può essere controllata nel modo più rigoroso. Una teoria è uno strumento che controlliamo applicandolo e la cui idoneità giudichiamo in base ai risultati delle sue applicazioni".
John .Bowlby si avvicina alla posizione di Popper quando scrive: "(. - -) i meriti di una teoria scientifica vanno giudicati in base alla gamma di fenomeni che essa copre, alla coerenza interna della sua struttura, alla precisione delle previsioni che può fare ed alla possibilità pratica di convalidarle. Ritengo che il nuovo tipo di teoria [si riferisce qui alla teoria dell'attaccamento] regga bene rispetto a tutti questi criteri " (38).

Tuttavia Bowlby sembra poi discostarsi dal criterio di falsificabilità di Popper quando sostiene che nonostante questo criterio mantenga una certa validità nel confronto tra le previsioni teoriche e i dati ricavati dall'osservazione, deve ormai lasciare il posto all 'epistemologia evolutiva. Secondo questa corrente di pensiero tutta la conoscenza è congetturale e la scienza progredisce grazie a nuove teorie che vengono a rimpiazzare le teorie precedenti quando diventa manifesto che una nuova teoria è in grado di dare un senso a un insieme di fenomeni più vasto di quello compreso e spiegato da una teoria precedente, e che la nuova teoria è anche in grado di predire con più accuratezza i nuovi fenomeni. Secondo John Bowlby questo stesso modello è applicabile a tutte le scienze teoriche o che esprimono generalizzazioni, sia che trattino fenomeni fisici o biologici o sociali 39.
Secondo Bowlby quando cerchiamo di comprendere i principi generali che spiegano Io sviluppo e la psicopatologia della personalità, cosa necessaria per capire quale tipo di cure fornite ai bambini tendono a produrre un certo tipo di personalità, noi adottiamo i criteri delle scienze naturali, e abbiamo a che fare con probabilità statistiche. Quando invece cerchiamo di capire i problemi personali di un individuo e quali eventi possano aver contribuito allo sviluppo di tali problemi, noi allora adottiamo i criteri delle scienze storiche. Entrambi gli approcci contribuiscono alla nostra comprensione.(40).

Per Main e Solomon i differenti modelli di attaccamento descritti sinora rappresentano significative differenze nella ontologia, piuttosto che classificazioni arbitrarie.
Nonostante la "strange situation" sia un artefatto che in qualche modo di per sé modifica il comportamento dei bambini osservati, il fatto che la struttura di questa metodica rappresenti una sintesi di quelle situazioni che in condizioni di vita naturale consentono di osservare il comportamento di attaccamento attivato ad alta intensità la rende, a mio avviso, uno strumento utile e attendibile.
Più problematiche sembrano essere invece le questioni che sollevano i risultati ottenuti tramite I'uso della "Adult At tachment Interview" di Mary Main, Nancy Kaplan e Carol Gorge (41). Questa intervista semistrutturata riguarda la storia di attaccamento di un individuo adulto. L'intervista viene integralmente trascritta e la diagnosi si formula tramite una analisi linguistica del testo, secondo il sistema di valutazione di Main e Goldwyn (42). Questo sistema di analisi si basa senz'altro sui concetti di memoria semantica ed episodica propri della psicologia cognitivista [43] che John Bowlby ha integrato nella sua teoria (44).
Main e Goldwyn si sono spinti ben oltre questi concetti generali della teoria dell'ataccamento e tramite una griglia di oltre tredici scale descrivono, per il modo di pensare dell'adulto rispetto alla propria storia di attaccamento, quattro patterns principali, suddivisi anch'essi in sottogruppi, così come sono stati descritti per i bambini di un anno tramite la "strange situation".

" (…) il nostro intento è quello di sorprendere l'inconscio "

così sostiene Mary Main per raccomandare un atteggiamento colloquiale e informale a chi apprende il modo di somministrare tale intervista. I lapsus, i vuoti di memoria, gli affetti, la coerenza tra quanto descritto semanticamente e quanto effettivamente ricordato episodicamente rispetto alla propria storia di attaccamento diventano quelle tracce che permettono all'analista dell'attaccamento di ritrovare nel linguaggio dell'adulto l'impronta della propria storia affettiva.
Il potere di predittività di questa metodica è altissimo. È stata riscontrata una correlazione dell'80% tra lo "stato mentale" di un genitore valutabile tramite questa intervista e il modello di attaccamento nel figlio di un anno di età valutabile tramite la "strange situation".
Probabilmente è grazie a questa consapevolezza che Mary Main preferisce definire "realista" la sua posizione epistemologica anche rispetto a posizioni più caute quali ad esempio quelle del "realismo critico" di Karl Popper' o del "realismo ipotetico" di Konrad Lorenz.


7. Conclusioni


Gli studi transculturali hanno dimostrato una notevole disomogeneità della distribuzione dei vari pattcrns di attaccarnento nei bambini di un anno di età nelle diverse nazioni in cui sono stati rilevati dei campioni. Attualmente i dati vengono riesaminati alla luce del nuovo sistema " D ". Circa il 10% di casi del campione raccolto dalla Main, inizialmente valutati con il sistema della Ainsworth, sono stati riclassificati di tipo D (47). Dagli studi svolti fino al 1985, e adoperando il sistema A, B, C negli USA si è riscontrato circa il 70% di casi sicuri e una netta prevalenza dei casi " ansiosi " di tipo A rispetto ai C - In Giappone e Israele si è riscontrato il 50% di casi ansiosi, con netta prevalenza dei casi C rispetto agli A. In Germania sì e riscontrato invece quasi il 50% di casi A sul totale (48).
Dall'analisi della letteratura americana e soprattutto grazie ai lavori di Mary Main, si può sostenere che siano più i fattori di tipo ambientale e perciò culturali e cognitivi dei genitori a far sì che un bambino possa comportarsi all'età di un anno in modo definibile di tipo A, B, C o D. Il fatto che un bambino di un anno di età possa manifestare un comportamento di tipo sicuro con un genitore e di tipo ansioso con l'altro, in una serie di possibilità in cui tutte le combinazioni sono presenti, consente di sostenere che se a mediare questi comportamenti fossero dei fattori meramente biologici ci dovremmo aspettare il medesimo comportamento nei nguardi di entrambi genitori. Inoltre un dato modello comportamentale presente in un dato momento può cambiare conformemente con il variare della situazione familiare in cui il bambino cresce. Bambini con comportamento sicuro all'età di un anno possono manifestare dei modelli comportamentali di tipo ansioso in seguito ad "eventi di vita" che mutano la situazione familiare, come ad esempio una depressione nella madre o nel padre, un divorzio, un lutto o altre evenienze. Viceversa sì sono visti cambiamenti in senso positivo per la risoluzione delle problematiche familiari (49)..
Gli studi più recenti sul comportamento dì attaccamento dell'adulto, possibili tramite la "Adult Attachment lnterview" di Main e Goldwyn. hanno permesso di evidenziare quattro classi di organizzazione dello "stato mentale" dell'adulto rispetto alla propria storia di attaccamento. Queste diagnosi dell'adulto hanno dimostrato una correlazione dell'80% con il comportamento di attaccamento del figlio di un anno di età della persona esaminata. E' stato possibile predire quale il comportamento di attaccamento di un figlio prima ancora della sua nascita. Peter Fonagy ha somministrato la "Adult Attachment Interview" ad un gruppo di 100 donne gravide, predicendo prima della nascita quale sarebbe stato il comportamento di attaccamento di questi bambini esaminati tramite la "strange situation" (50).

Nell'adulto si distingue: una organizzazione dello "stato mentale" di tipo "autonomo", definito tipo F , dall'inglese free, che è correlato con un attaccamento di tipo B nel bambino; un modello " invischiato " o tipo E, entangled, che corrisponde al tipo C del bambino; un modello " distaccato " o tipo Ds, dismissing, che corrisponde al bambino con attaccamento di tipo "ansioso evitante" o di tipo A; e un modello "non risolto" o tipo U, unresoveld, che corrisponde al bambino di tipo "disorganizzato/disorientato" o di tipo D.

Lo "stato mentale" evidenziabile nell 'adulto non è correlato esclusivamente alla reale storia personale vissuta dalla persona in esame, quanto piuttosto al modo in cui questa persona attualmente pensa rispetto alla propria storia. Un individuo può aver trascorso una vita sfortunata irta di difficoltà, con rapporti individuali difficili all 'interno della propria famiglia d'origine e tuttavia può avere uno stato mentale di tipo " B " cioè "autonomo" rispetto a tali esperienze e avere pertanto dei figli con un attaccamento di tipo "sicuro" o di tipo " B ". Questo significa che i fattori determinanti non sono neppure di mera origine ambientale, anche se si è osservato che una vita serena con dei rapporti armonici in famiglia favorisce la crescita di individui sicuri.

John Bowlby sostiene che la teoria dell'attaccamento mette in dubbio che gli stati mentali sia di angoscia cronica che di persistente sfiducia siano caratteristici degli stadi dello sviluppo normali e sani; sostiene invece che la causa principale di tali deviazioni è dovuta al fatto che durante l'infanzia di un individuo alle sue richieste di attaccamento è stato risposto in modo inadeguato. La tendenza prevalente della psicoanalisi e della psichiatria, secondo John Bòwlby, è quella di dare credito alla versione di un genitore e a mettere un dubbio quella del figlio. I sostenitori dell'antipsichiatria ritengono invece che il paziente sia sano e abbia ragione e che il genitore abbia torto e sia malato.

"(.) la posizione qui adottata - sostiene John Bowlby - è che pur ritenendo che i genitori svolgano un ruolo principale nel provocare nel figlio un aumento della suscettibilità alla paura, il loro comportamento non è visto in termini di condanna morale, ma come determinato dalle esperienze che essi stessi hanno avuto da piccoli. Una volta raggiunta questa prospettiva, un dato comportamento parentale che abbia per i figli le più serie conseguenze può essere inteso e trattato senza censura morale. Questa impostazione lascia adito alla speranza di rompere la catena della trasmissione del disturbo da una generazione all'altra" (51) -

In Italia questi studi sono appena iniziati. Attualmente si hanno soltanto dei dati parziali sulla distribuzione dei modelli comportamnentali dell'attaccamento nei bambini di un anno e nei loro genitori in alcune città italiane. La "metacognùion", traducibile in italiano in "attività riflessiva", è quella capacità o atteggiamento mentale che, secondo il sistema di valutazione di Main e Goldwyn, quando presente in un individuo adulto fa sì che egli possa essere considerato ((autonomo" o sicuro anche rispetto a una storia individuale sfortunata. Questa affermazione è confermata dal fatto che i figli di tali adulti manifestano all'età di un anno un comportamento di tipo sicuro. E' difficile azzardare un'ipotesi su quali possano essere le condizioni che favoriscono Io sviluppo di questa auspicabile capacità. Si è visto che essa è sempre presente negli adulti sicuri che hanno avuto un'infanzia felice. E' possibile sostenere che il processo psicoterapeutico che fornisce una base sicura favorisce lo sviluppo di quell'attività riflessiva che sembra permettere all'individuo adulto di liberarsi dal retaggio delle sue esperienze spiacevoli. Si può concludere che in tal senso il processo psicoterapeutico è indicato sia nei casi di "stato mentale" di tipo ansioso evidenziabili negli adulti tramite la "Adult Attachment lnterview", sia nei genitori di quei bambini con un attaccamento di tipo ansioso riscontrabile ad un anno di età tramite il " test dello straniero ".


Note

1)Bowlby J., Attaccamcnto c pcrdita. Vol. I " L'attaccamcnto alla madre " Boringhicri,Torino. 1972., 1976; Bowlby J. .Attaccamento e perdita
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[2) Ainsworth M. D, S. e Witting B .A. Attachment and exploratony behaviour of one-ycar-olds in a strange situation. In determinants of infant behaviour. Vol. IV, a cura di P.M. Foss, Methuen, l..ondon, Barnes & Noble, New
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[3)Bowlby J. Attaccamento e perdita, voI. I cit. ristampa deI 1979, p. 401.


[4) Ainsworth M,D.S.. Blehar M.C., Waters E. e Walls S., Patterns of attachment: A psychological study of the strange situauion, Lawrence
Erlbaum Associates Publishers, Hilldale (N.J.), 1978.

[5) Main M.. comunicazione personale (1988). L-a Main riferisce che anche la Ainsworth concorda nel ritenere gli 11/18 mesi di età il periodo che consente di poter considerare attendibile la valutazione del comportamento di attaccamento tramite la -strange siruation".

[6) Ainsworth M.D.S,, Blehar M.C.. Waters E. Walls S., op. cit.; Biatz W.E.. Human security: some reflections. University of Toronto Press, Toronro. 1966.

[7)Ainsworth M,D.S.. Blehar MC., Waters E, e WaIIs S.., op. cit..; d'ora un avanti citato nel testo come Ainswonth et al. (1978)
.
[8) Spitz RA., The first year af li/e, lnternatìonal Universities Prcss, Ncw York, 1965.

[9) Main M. e Solomon J .,Procedur for idenitfyng infants as disorganized7disoriented during the Ainsworth Strange Situation,. in Atiachment in the
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"Vedi il cap. 4 di Bowlby i.. Attaccamento e perdita. voi. tu, cii. ~ Cfr. CampbelI D.T., op c'i
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